Freedom Area

(sorry this part is available only in italian) it flag romano e il sax 


La freedom area e' una sezione del sito che puo' contenere materiali di varia natura: da riflessioni personali e di altri, a foto interessanti (per me), a spartiti di brani di jazz (o di bossanova), a brevi recensioni di libri e consigli su mostre o film da vedere (se vi va...), a locali e bettole da visitare, a vini da assaggiare, etcc..
La sezione riportera' anche tutti i materiali inviatimi da amici e non che non manchero' di pubblicare.
Sono particolarmente felice di pubblicare i materiali che gli studenti napoletani e beneventani mi hanno inviato (quali poesie, foto, etc..)
.



 

Progetti in corso...avatar Freedom Area

Avatar Urban Project

UAP (Urban Avatar Project)

click destro sull'immagine e poi stop per "zittire" Urbano!


UM

urban membership

UM (Urban Membership: Appartenenza Urbana) e' un progetto di collaborazione al decoro urbano sviluppato dal Laboratorio per l'Innovazione nel Governo delle Trasformazioni Urbane (LIGhTT) dell'Universita' degli Studi del Sannio (coordinatore Romano Fistola). Attraverso il form e' possibile segnalare elementi di negativita' (anomalie) nel contesto urbano. Le segnalazione vengono inoltrate ai competenti uffici comunali.

voglio segnalare un'anomalia in citta'


 ParSEC

(Partecipazione alla Sostenibilita' Energetica Comunale)

ParSEC e' un sito web ad accesso pubblico realizzato nell'ambito della messa a punto del Piano Energetico della Provincia di Benevento attraverso il quale i cittadini possono inviare dati ed informazioni relative alle caratteristiche tipologiche ed energetiche delle proprie abitazioni

accedi a ParSEC


 

 

ATTENZIONE: tutto il sito e' costruito su sfondo nero per ridurre lo stress visivo e risparmiare migliaia di watt mentre lo consultate. Utilizzate anche voi come motore di ricerca "Neroogle" (Google su sfondo nero - Blackr), molto piu' elegante della "comune" versione utilizzata da tutti,  seguendo questo link


Romix evolution (from child to avatar)



Blog Space

Nel Blog Space riporto idee, riflessioni e opinioni personali

e di coloro che hanno formulato pensieri, sulla citta' e non, che avrei voluto partorire e che esprimono,

probabilmente meglio di quanto avrei saputo fare io, cio' che penso della vita.


Ciao Gio'

Un grande uomo, un grande amico, una grande perdita

Io saro' vivo fino a quando mi ricorderete, cercatemi e mi troverete nella sinfonia di un'opera lirica, nelle pesie dell'amato Catullo, nel silenzio amico della riflessione, nello sguardo d'intesa e nel dolce sorriso, nell'allegra compagnia e nell'amicizia sincera, nello sventolio delle bandiere rosse e nella difesa dei piu' deboli.

Una mattina non mi sono svegliato, ma cantate per me "Bella Ciao".

____________________

Erri De Luca

 

Il concetto di "Valore"

Questa meravigliosa poesia di Erri De Luca riesce a condensare, in poche righe, una degli elementi strutturanti dell'esistenza di un uomo.

Considero valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finche' dura un pasto,

un sorriso involontario,

la stanchezza di chi non si e' risparmiato,

due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varra' piu' niente e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua,

riparare un paio di scarpe,

tacere in tempo,

accorrere a un grido,

chiedere permesso prima di sedersi,

provare gratitudine senza ricordarsi di che.

Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

 

Erri De Luca

Il Video

_________________________

Maurizio de Giovanni

Maurizio de Giovanni e' uno degli scrittori ai quali sono concettualmente piu' vicino ed uno degli "uomini di parola" (nel senso di onesta' nel pensiero e

di uomo che vive di racconto) che meglio e' in grado di percepire e descrivere l'atmosfera urbana.

Per la citta' di Napoli Maurizio de Giovanni ha un "senso" particolare (che e' molto piu' che sensibilita').

In non molti descrivono i luoghi, i percorsi, gli squarci, le contiguita' e le promisquita', l'eleganza e la miseria, i suoni e i rumori di Napoli come lui.

Lo scritto sulla citta' obesa e' quasi una poesia sulla Napoli, bella donna sfiorita, trasformata dal tempo e dagli uomini (parassiti) in una massa molle

e maleodorante che non riesce a reagire e che la memoria condanna a ricordare gli splendori passati.

Cronache della citta' obesa (2011)

La Citta' e' obesa. Tutti la guardano. Provano a distogliere gli occhi, ma la visione e' orrenda e percio' irresistibile: la guardano, e ne parlano perche' non e' possibile farne a meno. Fingono di farlo controvoglia, ma godono perche' non reagisce.

La Citta' e' obesa, e suda in silenzio. Puzza, non riesce a lavarsi da sola, e non si riesce a pulirla dall’esterno, perche' ha mille pieghe e mille piaghe, nessuno sa quante e nessuno sa dove. Su di essa pullulano parassiti, felicemente impuniti e impunibili perche' gli basta rifugiarsi in una piega nascosta, e aspettare che il campo sia di nuovo libero. E perche' pulirla, poi? Di cosa si parlerebbe, se non ci fosse?

La Citta' e' obesa, e fa schifo a tutti. I vicini discutono di lei, e fanno a gara a chi ne sparla meglio e di piu', a chi ha un nuovo aggettivo o un nuovo verbo. E ogni volta che succede qualcosa la colpa e' sua, della Citta' obesa, e come si potrebbe pensare altrimenti, se e' cosi' orribile a vedersi in un tempo in cui ognuno e' quello che sembra, niente di piu', niente di meno.

La Citta' e' obesa, e percio' inerte; nulla la smuove, perche' sono secoli che ha perso la voglia di reagire. La sua stessa natura e' inerte, perche' mai ha dovuto sforzarsi per mangiare o dormire, ha tutto a portata di mano. E siccome e' inerte, e' a disposizione di chi vuole approfittare. Tanto, chiunque entri nella sua casa e' sempre stato il benvenuto, un’altra occasione per un piccolo spuntino gratis. La Citta' e' obesa perche' ha sempre fame.

La Citta' e' obesa, e nel dormiveglia sogna. Sogna il suo tempo, quando credeva di essere bella e desiderabile e invece era solo un vestito nuovo, che sarebbe durato il tempo di un sorriso. Sogna delle volte che ha avuto un salotto buono, che consentisse di dimenticare i suoi vermi, di non sentirne il rumore. Sogna dei suoi vicere' che non sono ancora finiti, e delle loro vergogne che non sono ancora finite.

La Citta' e' obesa, e si fa a gara ad accanirsi sul suo corpo molle e informe. Non si lamenta nemmeno piu'. Noi abitiamo con lei, e lo sappiamo che soffre perche' non puo' morire. E sappiamo che se potesse dipingerebbe i colori che conosce solo lei; e sappiamo che quelle grasse labbra chiuse saprebbero cantare con una voce dolcissima, se solo qualcuno le ricordasse le parole della sua canzone. Che le mani inerti saprebbero ancora modellare il suo tufo, e che quelle enormi, gonfie gambe morte ricordano i passi di antiche danze. Noi lo sappiamo, perche' abitiamo tutti insieme nella sua disperata solitudine. Siamo la sua famiglia.

Siamo quelli della Citta' Obesa.


Franco Cassano

e' sicuramente uno dei pensatori contemporanei ai quali sono piu' vicino per modo di sentire.

Riporto qui due testi del sociologo marchigiano (che tuttavia considero a tutti gli effetti conterraneo di Puglia)

che penso siano esplicativi del suo pensiero e, per molti versi, del mio.

Il Primo brano e' tratto dalle "Citta' Visibili" e consiglierei a tutti i docenti di Urbanistica (come faccio io) di leggerlo agli studenti

nella prima lezione del corso, quando si cerca di far capire ai ragazzi cosa sia questa disciplina e quali debbono essere i valori

necessari ai quali far riferimento quando si opera sulla citta'.

 

Le citta' visibili - esercizi spirituali per viaggiatori

Quando si arriva per la prima volta in una citta', la si dovrebbe attraversare a piedi camuffandosi come uno del luogo, e' bello guardare una citta' mentre non sa di essere osservata, scoprirne il carattere da soli senza la guida di chi la conosce. Per fare questo gioco clandestino bisogna guardare la citta' con la coda degli occhi, rubarle figure o parole, suoni e gesti banali, nei bar per la strada nei negozi, invece di farsi divorare dalla fretta e dagli ingorghi interiori bisogna aspettare che quello del cielo e quello dei palazzi si infiltrino lentamente dentro di noi e almeno per un attimo diventino nostri. Si devono cercare le strade secondarie dove chi passa va via veloce inseguendo i pensieri, ci si deve sedere come Maigret in un luogo riparato, non inseguire la citta', ma aspettarla al varco e poi, quando essa finalmente si affaccia, bisogna salvare quel momento nella memoria, una parola che il computer ha rubato alla teologia! Ogni angolo, anche il piu' banale e' unico al mondo altrove non ve ne e' uno esattamente uguale. Ogni angolo ha un angelo. Molti amano luoghi orribili proprio perche' vi vedono degli angeli che sono i loro luoghi trasfigurati da un'infanzia o da un amore. Questa capacita' degli uomini di trasfigurare tutto e' qualcosa che stordisce, affascina e spaventa. Ogni citta' ha un suo carattere, ci tiene ad essere riconosciuta e non ama essere confusa con le altre.
Ci sono le citta' che non si curano di te, abituate da sempre ad arrivi e partenze, vanno avanti da se con i lasciano dire ed i lasciano fare, ciniche ed accoglienti; sono le citta' celebri che guardano le altre dall’alto in basso, hanno smesso di meravigliarsi e galleggiano sulla loro grandezza.
Ci sono invece le citta' chiuse che ti spiano da dietro i vetri che si tendono per la tua sola presenza, citta' cortesi ma diffidenti che quando te ne vai tirano un respiro di sollievo.
Ci sono le citta' belle ma sconosciute, alcune di esse quando vengono scoperte e decantate, si inorgogliscono, felici di aver trovato un ammiratore sia pure tardivo; altre invece sono riservate e non amano farsi guardare, citta' con il velo accessibili solo a pochi intimi, altre infine sono soltanto timide vogliono essere corteggiate e tu lo devi capire. Ci sono citta' franate a valle che non riescono a risalire, sfregiate dal destino o dai loro stessi abitanti, loro primi nemici.
Ci sono citta' che hanno bevuto l'elisir di lunga vita, sempre uguali a se stesse, Tranquille e graziose ma un po' finte  dove tutti congiurano perche' nulla accada ed il tempo giri al largo; citta' che scrivono pagine bianche. Ci sono citta' drammatiche, dove invece la storia e' entrata come un uragano e l'ha fatta da padrona, citta' contese e sventrate che parlano con fatica perche' devono sopravvivere, citta' di silenzi e ferite. Citta' appassionate che hanno custodito a lungo un sogno, che sono diventate un simbolo amate da chi non c'e' mai stato.
Ci sono le citta' che hanno viaggiato e conoscono il mondo, in cui ogni strada ed ogni piazza ha qualcosa da raccontare, citta' scrigno piene di voci lontane di altre citta'. Ci sono le citta' di buona famiglia che non danno confidenze e non guardano gli altri e ci sono le citta' leggere, che guardano dritte negli occhi e tirano tardi, citta' facili e scollate che vanno con tutti. Ci sono citta' tristi dove vivere e cantare e' sconveniente, citta' penitenza dalle quali scappano anche i fantasmi. Ci sono citta' di prima visione dove tutto accade prima in modo piu' clamoroso davanti agli occhi delle altre citta', citta' che sono avanti nel tempo. Ci sono le citta' narciso che si guardano in tutti gli specchi come la regina di Biancaneve e quelle che non si guardano mai, bellezze sfiorite, che ritrovi troppo tardi in una foto ingiallita. Ci sono le citta' austere che parlano poco e fanno gli esami a chi arriva citta' difficili ma preziose un po' piene di se. Ci sono le nobili decadute che una volta tutti corteggiavano e che adesso nessuno vede, che vivono di ricordi e ci sono le citta' rampanti, che si sono montate la testa, suonano il clacson e chiedono strada. Ci sono le citta' streghe che ti prendono la mano e leggono il futuro e ti seducono e dietro l'angolo ti vuotano le tasche e le citta' affidabili, sempre pronte quando ne hai bisogno, citta' di poche parole e di lunga durata, noiose e sicure.

Ci sono molti tipi di citta', piu' o meno belle, colte ma accoglienti, citta' per tutti i gusti, sono davanti ai nostri occhi, ma spesso le attraversiamo senza guardarci attorno e non le riusciamo a vedere.
 

Il Pensiero Meridiano

[...] Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo, perche' andare a piedi e' sfogliare il libro, e invece correre e' guardarne solo la copertina. Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto, sentire la stanchezza conquistare come una malinconia le membra, invidiare l'anarchia dolce di chi inventa di momento in momento la strada. Bisogna imparare a star da se' e aspettare in silenzio, ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani.

Andare lenti e' incontrare cani senza travolgerli, e' dare i nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce, e' trovare una panchina, e' portarsi dentro i propri pensieri lasciandoli affiorare a seconda della strada, bolle che salgono a galla e che quando son forti scoppiano e vanno a confondersi al cielo. e' suscitare un pensiero involontario e non progettante, non il risultato dello scopo e della volonta', ma il pensiero necessario, quello che viene su da solo, da un accordo tra mente e mondo.

Andare lenti e' fermarsi su un lungomare, su una spiaggia, su una scogliera inquinata, su una collina bruciata dall'estate, andare col vento di una barca e zigzagare per andar dritti. Andare lenti e' conoscere le mille differenze della propria forma di vita, i nomi degli amici, i colori e le piogge, i giochi e le veglie, le confidenze e le maldicenze.

Andare lenti sono le stazioni intermedie, i capistazione, i bagagli antichi e i gabinetti, la ghiaia e i piccoli giardini, i passaggi a livello con gente che aspetta, un vecchio carro con un giovane cavallo, una scarsita' che non si vergogna, una fontana pubblica, una persiana con occhi nascosti all'ombra. Andare lenti e' rispettare il tempo, abitarlo con poche cose di grande valore, con noia e nostalgia, con desideri immensi sigillati nel cuore e pronti ad esplodere oppure puntati sul cielo perche' stretti da mille interdetti.

Andare lenti vuol dire avere un grande armadio per tutti i sogni, con grandi racconti per piccoli viaggiatori, teatri plaudenti per attori mediocri, vuol dire una corriera stroncata da una salita, il desiderio attraverso gli sguardi, poche parole capaci di vivere nel deserto, la scomparsa della folla variopinta delle merci e il tornar grandi delle cose necessarie. Andare lenti e' essere provincia senza disperare, al riparo dalla storia vanitosa, dentro alla meschinita' e ai sogni, fuori della scena principale e piu' vicini a tutti i segreti.

Il pensiero lento offrira' ripari ai profughi del pensiero veloce, quando la macchina iniziera' a tremare sempre di piu' e nessun sapere riuscira' a soffocare il tremito.

Il pensiero lento e' la piu' antica costruzione antisismica
[...].

Intervista a Franco Cassano sul "pensiero meridiano"


Gianrico Carofiglio

Concittadino, coetaneo e compagno di liceo, Gianrico Carofiglio e' uno degli scrittori italiani che meglio descrive le cose, gli animi e i posti. Da buon barese conserva il sarcasmo tipico e intelligente dei commercianti e l'impegno e la testardaggine dei levantini ed ha, anche lui un "senso" particolare per la sua citta' che emerge con grande forza di ricordo, in particolare per noi baresi, nel libro: "Ne qui ne altrove" del 2008.

Essendo molto vicino ai suoi ricordi lascio ad altri la descrizione di questo libro che ha "...sullo sfondo la citta' di Bari: l'altra grande protagonista della storia. Il borgo murattiano, le strade, i vicoli e i quartieri, i cinema e i locali, le librerie, la basilica di San Nicola e la parte vecchia, il lungomare, la Fiera del Levante e il porto che guarda a Oriente, il variegato mondo dei suoi abitanti, i sapori della sua cucina e i panifici invasi dal profumo della focaccia: tutto e' descritto con una tale precisione e dovizia di particolari che sembra quasi di esser li'. Nell'oscurita' di quella eccezionale notte Bari appare nuova agli occhi del nostro autore che la osserva con quello stupore e quella curiosita' che la convivenza quotidiana ha assopito (''Pero' mi accorsi delle palme solo quella se... le guardavo con stupore quando ero bambino... da un certo momento in poi smisi di vederle, piu' o meno credo quando smisi di fare le domande agli adulti e smisi di vedere un sacco di altre cose...''), sollecitato dalle continue e meravigliate osservazioni di Paolo, oramai ''l'americano'', che dopo anni di lontananza la riscopre piacevolmente e incredibilmente cambiata, culturalmente viva e vivibile".

Le videoletture di Gianrico Carofiglio


Izet Sarajlic





Del poeta e filosofo bosniaco riporto forse il brano piu' noto che racconta dell'assedio di Sarajevo (durante la guerra dei Balcani), citta' nella quale Sarajlic rimase volontariamente per condividere il dolore della popolazione in quella circostanza, che lo costrinse a bruciare per riscaldarsi quanto di piu' caro aveva: i libri.



Classifica del fuoco

Per primi partirono i filosofi, Marx, Hobbes, Cartesio, Schopenhauer,
infine anche Montaigne; autunno/inverno uno, Sarajevo.


Poi tocco' ai romanzieri, Dumas, Dickens, Gogol,
infine fu Shalamov a disfarsi nella stufa
coi suoi racconti della Kolima', autunno/inverno due.


Quell'anno fino a maggio le parole patirono l'inferno per dare calorie.
Nel terzo dell'assedio brucio' lo scaffale del teatro,
prima Brecht, poi alla rinfusa Strindberg, Shakespeare, Racine,
infine con le lacrime anche Čechov.


Il quarto anno toccava alle poesie,
ma la guerra fini' e le risparmio'.
Classifica del fuoco: ultima destinata la poesia,


in guerra la piu' urgente.



 



Un testo che sembra scritto oggi e che descrive condizioni della societa' italiana tristemente attuali.

Fa parte di un piccolo volume pubblicato da Enrico Berlinguer nel 1981.

"La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci ladri, corrotti, concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, denunciarli, metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti, con la guerra per bande, con la concezione della politica e con i metodi di governo. Ecco perche' dico che la questione morale e' il centro del problema italiano. [...I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le universita', la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c'e' il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una cosi' brutta fine. Insomma, tutto e' gia' lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato e' drammatico. Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se e' utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedelta' al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti. [...]
Molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro e' sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne piu'. Vuole una conferma di quanto dico? Confronti il voto che gli italiani hanno dato in occasione dei referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative. Il voto ai referendum non comporta favori, non coinvolge rapporti clientelari, non mette in gioco e non mobilita candidati e interessi privati o di un gruppo o di parte. e' un voto assolutamente libero da questo genere di condizionamenti. Ebbene, sia nel '74 per il divorzio, sia, ancor di piu', nell'81 per l'aborto, gli italiani hanno fornito l'immagine di un paese liberissimo e moderno, hanno dato un voto di progresso. Al nord come al sud, nelle citta' come nelle campagne, nei quartieri borghesi come in quelli operai e proletari. Nelle elezioni politiche e amministrative il quadro cambia, anche a distanza di poche settimane.[...]
Ceti medi, borghesia produttiva sono strati importanti del paese e i loro interessi politici ed economici, quando sono legittimi, devono essere adeguatamente difesi e rappresentati. Anche noi lo facciamo. Se questi gruppi sociali trasferiscono una parte dei loro voti verso i partiti laici e verso il PSI, abbandonando la tradizionale tutela democristiana, non c'e' che da esserne soddisfatti: ma a una condizione. La condizione e' che, con questi nuovi voti, il PSI e i partiti laici dimostrino di saper fare una politica e di attuare un programma che davvero siano di effettivo e profondo mutamento rispetto al passato e rispetto al presente. Se invece si trattasse di un semplice trasferimento di clientele per consolidare, sotto nuove etichette, i vecchi e attuali rapporti tra partiti e Stato, partiti e governo, partiti e societa', con i deleteri modi di governare e di amministrare che ne conseguono, allora non vedo di che cosa dovremmo dirci soddisfatti noi e il paese. [...]
La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perche' dico che la questione morale e' il centro del problema italiano. [...]
Quel che deve interessare veramente e' la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude
"

Il video


Thank you Steve!

"Il vostro tempo e' limitato, percio' non sprecatelo vivendo la vita di qualcun'altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora piu' importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare.
Tutto il resto e' secondario".

Steve Jobs 1955 - 2011                                                                                                            Il discorso di Steve Jobs alla Stanford University


Randy Paush - un'ultima lezione di ... "vita" (consigliato a tutti gli studenti - sottotitolato in italiano)


Tecnologia e creativita' per promuovere la citta': Stoccolma - segnalato dagli studenti (sds)


La citta' 2.0 ci parla (sds)


Citta' del futuro e sostenibilita' (sds)


Suggerimenti editoriali per una biblioteca personale

entra anche tu nella community virtuale dei bibliofili di anobii


Per gli amici e studenti musicisti...

REAPER

Reaper e' un sequencer multitraccia eccezionale che vi consentira' di effettuare delle produzioni assolutamente professionali.

Vi invito ad usarlo soprattutto perche' e' open source e scaricabile da qui ed e' perfettamente operativo in tutte le sue funzionalita'.

Vi invito anche, se lo usate professionalmente, ad acquistare il codice...il prezzo e' molto contenuto.

Per imparare ad usarlo andate su YouTube e seguite gli ottimi tutorial (in italiano) di Francesco; il primo lo trovate qui .

Ecco una piccola clip di un take di "Fly me to the moon" incisa utilizzando Reaper e con un microfono davverso scarso attaccato con lo scotch alla campana del mio sax tenore.


con Daniele Scannapieco uno dei musicisti (sassofonisti) jazz di maggior talento attualmente in circolazione!


Per gli amici e studenti musicisti...

NINJAM

Per tutti coloro che amano suonare insieme, ma che per motivi di lavoro o di lontananza ci riescono poco invito ad esplorare le potenzialita' di Ninjam soprattutto ad usarlo dall'interno di Reaper.

Io ed alcuni amici da tempo studiamo la possibilita' di suonare in remoto over IP utilizzando la rete e Reaper + Ninjam sembrano funzionare bene.

La cosa piu' divertente e' che potete unirvi a delle jam session alle quali partecipano musicisti che suonano da chissa' dove...

Il problema e' la "latenza" ma regolando bene il buffer di Reaper ci si diverte.

Cercate i riferimenti sul web attraverso Google.


la famosa band alpina della Val Badia che si esibisce in rifugio ad alta quota ...dopo qualche grappino....

 


Il mio sito supporta "Vulcanica Architettura", studio di architettura napoletano che fa dell'innovazione (di pensiero, di uso dei materiali, etc.) il principale  elemento per la progettazione.

Il video della "Temporary city"

Il video di "Brin 69"

Il video: "a Metropolitan Bridge in Naples"


IL MIO SITO SUPPORTA...

-----------------------------------------------------

  

Il mio sito supporta CADMUS  (sito)

Consorzio Amici Della Musica Universita' del Sannio


Il mio sito supporta l'Associazione Cardiomiopatie e Malattie Rare Connesse     sito ACMRC


Il mio sito supporta il Green Economy Store di Napoli: EcoAgency by NHP

 

Piazzetta Rodino' n. 25, 80121 Napoli + 39 081 0385231 - seguilo su FaceBook: https//www.facebook.com/Ecoagency


BikeHOME - Naples, Italy Il mio sito supporta Bike Home di Napoli (riparazioni bici a domicilio)

via Epomeo (nei pressi delle Poste), Napoli.


Il mio sito supporta Qualcosa di Te il primo tea shop Napoli. Da appassionato consiglio questo ottimo punto di incontro della cultura del the'. Lasciatevi consigliare sull'acquisto.


Il mio sito supporta La Terza Luna

tea shop che nasce dalla volonta' di Andrea e Beatriz, due ragazzi che hanno trasformato la loro grande passione per tisane, te', spezie e henne, in un lavoro qualificato. Andateli a trovare a Bari in via Benedetto Petrone 11 o raggiungeteli on line su: http://www.terzaluna.com/


il mio sito supporta PRO SUD a Napoli in via Mezzocannone. Un'ottima idea per un consumo di resistenza alla crisi e di promozione delle produzioni del sud. Da Fabio potrete trovare e scegliere la quantita' da acquistare di: pasta, legumi, cereali, frutta secca, vino, birra, ......


il mio sito supporta Archeobar caffe' letterario a Napoli in via Mezzocannone 101 bis. L'Archeobar e' uno di quei posti napoletani dove lo scambio dei pensieri e il ragionare d'arte incontra il divertimento.


il mio sito supporta Kiphy il meraviglioso laboratorio di Pina nel cuore del centro antico di Napoli al vico San Domenico Maggiore. Da appassionato "saponificatore" credo che dei molti ingredienti che Pina armonizza nei suoi saponi il piu' intenso sia  la passione.


il mio sito supporta Il Cuoco Galante locale di via Broggia dove si ripercorrono le orme del grande cuoco del 700 Vincenzo Corrado.


il mio sito supporta O'GRIN (etico e buono) via Mezzocannone 83, Napoli, punto di incontro per chi sceglie una vita  eticamente sostenibile ed un'alimentazione vegan/bio/Km0.

O'GRIN e' nato per l'iniziativa e l'amicizia di Luigi, Imma e Stefano gia' impegnati in azioni di sostenibilita' sociale a Napoli.


 

ECOLIFE

Eco-Romix (indicazioni per una esistenza "eco-sostenibile")

"Pochi semplici gesti quotidiani consentono di recuperare il senso di appartenenza alla nostra terra"

Il video dei "Compostiamoci Bene" con la realizzazione della COMPOFIORIERA

questo l'ho fatto io ed e' stato finito con uno strato di una mistura di vinavil, olio esausto e caffe'.


Poeti

Poeti e menestrelli (spartiti e testi)

    ciao Pinotto!

Libri (e-book)
Film
Mostre
Software
Sport


 

Ricette: "calme et cacao" (sito della cuginetta in America)

Ricette: Blog dell'amica Silvana
Ricette (Eddyburg)
Bed & Breakfast a Napoli
Bed&Breakfast in Italia (scegli direttamente sulla mappa satellitare)

 

Scarica la nuova ROMIX PIZZA GUIDE una guida alle migliori pizzerie di Napoli (secondo me)

da stampare (un foglio), ripiegare secondo le indicazioni e mettere in tasca. Utilissima nelle visite alla citta'.

Download the new ROMIX PIZZA GUIDE  in order to have a good pizza in Naples!!!

 

MAPPE DI NAPOLI - area stazione, centro storico, riviera, fuorigrotta (unico file in pdf)
ca Informazioni n.182, marzo-aprile 2002.